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L’Associazione culturale G.ECO.S. «Geografia Ecosostenibilità Sviluppo» è stata costituita per contribuire alla crescita del bagaglio di conoscenze individuale e collettivo, grazie alla “passione del territorio” e allo spirito di gruppo che l’anima. Patrimonio alternativo del modo di “vivere”, il viaggio – inteso come fondamentale esperienza di vita in un mondo divenuto ormai tanto piccolo da occupare uno spazio essenziale nella vita quotidiana – non solo accomuna aderenti e soci, ma altresì allarga le conoscenze tanto a livello globale e regionale, quanto nell’ambito delle micro realtà locali, oltre a soddisfare l’attività amatoriale e ad ampliare la costruzione di una mentalità cosmopolita aperta alla solidarietà e all’altro.

 

                                                              

                                                                                                            

 

 

 

 


A volte l’uomo si mette (o metteva) in cammino per sfuggire alla fame, epidemie e guerre, cercare sicurezza, scoprire luoghi in grado di offrire maggiori opportunità di “quello che è fuori” al territorio ospitante e alle comunità che lo abitano, oppure per semplice curiosità (si pensi agli esploratori, ai vagabondi, ai mercanti ed ai cantastorie).

 

Il bisogno di conoscere nuove terre non solo ha stimolato, sin dalla Preistoria, i gruppi umani a spingersi verso l’ignoto per soddisfare l’insaziabile sete di risorse, ma anche ispirato scrittori (Marcel Proust), favolisti (Esopo, Cristian Andersen), poeti (Johann Wolfgang Goethe), narratori (l’Odissea racconta le peripezie di Ulisse nel corso del ritorno in patria), avventurosi mercanti (Marco Polo), intraprendenti navigatori (Crisoforo Colombo, James Cook), nonché filosofi come Sigmund Freud e Immanuel Kant, il quale, nella prefazione del primo (dei quattro volumi) della Physische Geographie del 1802, scrive: “la geografia rende cittadini del mondo e senza di essa saremmo limitati alle città, alle province, al regno nel quale viviamo”.

 

Contributi importanti alla descrizione e lettura della complessa realtà del nostro pianeta e dei suoi abitanti – ancorata ad un ventaglio di “indicatori” esteso dagli aspetti socio-economici a quelli storico-politici – vengono offerti, in ogni luogo e tempo, da artisti (in particolare pittori), drammaturghi e registi cinematografici (il film cinese “Still life” – Natura morta –, vincitore, nel settembre 2006, del “Leone d’oro” nella 63a edizione della Mostra del Cinema di Venezia), intreccia le vicende dei protagonisti ed i problemi degli strati sociali più poveri con i costi della modernizzazione imposta dal governo di Pechino). Altresì, vengono proposti da esploratori e naturalisti (Odoardo Beccari) alla ricerca di nuove specie in continenti lontani, matematici, astronomi, sociologi, religiosi (dediti alla diffusione del Vangelo in luoghi estremi), viaggiatori impegnati in spedizioni scientifiche (Darwin a bordo del brigantino “Beagle”) ed economisti, oltre che dalle attuali ed ampiamente diversificate forme di comunicazione scaturite dall’evoluzione tecnologica (mass-media e internet) e da quelle di supporto umanitario a popolazioni sfortunate come quelle insediate nei Paesi in via di sviluppo.

 

 

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